venerdì 31 agosto 2007

Sarà un autunno difficile


Scena: 18,10 scattano i 500 metri a ostacoli per timbrare l’uscita, zaino sulle spalle, altri 500 metri a ostacoli per arrivare al motorino; mi avvio verso il centro. Il traffico è ancora abbastanza veloce, certo ai semafori c’è il solito caos che ostruisce anche i più piccoli pertugi, ma tutto sommato si cammina.
Devo riconsegnare un libro in biblioteca, ho i minuti contati chiude alle 19!
Non ho possibilità di scorciatoie o di percorsi alternativi, almeno per quel che riguarda il primo tratto. Ma quanti semafori, e tutti rossi!
Oltrepasso il fiume, che segna idealmente l’inizio del centro cittadino, conscia che sia possibile arrivare per tempo. Idealmente mi costruisco anche tutta una serie di mappe mentali molto personali, avendo difficoltà a distinguere la destra dalla sinistra sono una serie di giro di là, scendo giù, rigiro dall’altra parte.
Posso farcela, posso farcela!
Ma ecco che a pochi metri dal mio primo “giro di là”, mi trovo una deviazione, non posso girare a destra.
Non mi resta che seguire il flusso e scoprire quali sorprendenti deviazioni dovrò seguire. Percorro tratti di strada abitualmente riservati al traffico pubblico, ma io ora dovrei girare di là!
Ok, sangue freddo, volendo potrei lasciare il motorino da qualche parte e andare a piedi, probabilmente farei prima, ma mentre elaboro quest’idea, ho la spiacevole percezione di essere in ritardo sull’esecuzione dell’azione, sono costretta ad andare avanti, a proseguire. Facendo un piccolo slalom tra 2 stradine mi immetto nel cuore della città, che stranamente, per questo periodo, è ferma come in una giornata piovosa d’inverno. Agitata, ma non lo devo dare a vedere, è questa la prima regola per sopravvivere al traffico, mi guardo intorno, e scopro che stanno facendo dei lavori sulla pavimentazione della strada. Ecco il perché delle deviazioni. Ecco il perché di transenne che limitano lo spazio transitabile, e fanno un ulteriore imbuto, al già abituale imbuto, alla viabilità. Ecco il perché di tutto questo casino
Come le macchinine dei clown al circo, faccio un giro di 360 gradi intorno alla piazza.
Gli autobus passano a stento dentro le strettoie e fermano tutto quello che hanno dietro. Le poche macchine, rallentano, fanno fatica, a camminare, io procedo a sussulti.
Sicuramente dalla prossima settimana tornerà il solito traffico lavorativo, quello pesante. E allora sì, sarà veramente difficile muoversi. E’ vero che con il caldo si lavora male, però neppure hanno provato a prendere in considerazione l’ipotesi, e nel deserto di luglio e agosto i lavori sarebbe risultati più indolori per i cittadini.

Alla fine del mio vagare sono arrivata in biblioteca che ovviamente era chiusa. Era chiusa però dalle 15 (orario estivo).

mercoledì 29 agosto 2007

Buoni propositi


Pensavo di aver giocato in anticipo, andando al mare quando ormai tutti sono rientrati, sicura che il pannicolo adiposo nutrito con tanta cura nei mesi scorsi passasse inosservato. Il mare a settembre è terra di bambini piccoli con i nonni.
Nonostante tutto, ho deciso di spogliarmi e pochi giorni prima di partire, vedo sulle cosce quella cosa che tutti ormai chiamano confidenzialmente buccia d'arancia; argh! mi rendo conto che i lacci del costume segnano dei ‘montarozzi’ molto poco estetici sui fianchi (ho provato ad abbassarli al minimo o alzarli all'inverosimile, ma l'ordine dei fattori non ha influito sul risultato). E poi gli slip tirano sul sedere, non che prima calzassero a pennello, ma sotto i jeans nessuno avrebbe potuto averne percezione, ora invece è imbarazzantemente evidente.
Ho anche pensato di mettermi a dieta in questi 4 giorni che mi sono rimasti, ma proprio stasera avevo programmato una cena, e domani un gelato per salutare un amico - e il gelato mica può essere al gusto limone, anguria, mandarino-.
Prima di dirottare la vacanza verso la collina, ho cercato di capire a che punto fosse l'irreparabile, e mi sono sottoposta dapprima a un esame chiamato Bum Factor, che prende in considerazione parametri come fattore rimbalzo e proporzioni verticali, del sedere ovviamente. Inutile e desolante riportare i risultati. Ho provato poi a calcolare la mia femminile sensualità secondo la formula elaborata dall’università di Cambridge, reputando fosse una cosa seria visto che si è scomodata nientemeno che Cambridge, ma dopo la prima equazione ho tirato i remi in barca.
Probabilmente è troppo tardi per apportare una qualche miglioria, però su consiglio delle massime autorità in materia – Donna Moderna, Starbene, Cosmopolitan, Glamour – al mio rientro dalle vacanze metterò in atto i miei personali 5 buoni propositi che mi aiuteranno a dimagrire.
1 – poter ri-indossare tutti i vestiti che sono confinati nell’ armadio da inverni e inverni orsono, e visto il difficile momento economico mi sembra un’ottima prospettiva
Per il 2, il 3, il 4 e il 5 sto ancora metabolizzando, ma mi viene una stretta al cuore pensando di rinunciare ai cornetti, ai gelati, alle crostate, e alle patatine fritte.

venerdì 24 agosto 2007

Metodi di sopravvivenza


 remi e il nonno


Mi ero ripromessa che mai e poi mai avrei accennato a un certo tipo di argomento in questo spazio (troppi sono i momenti della mia esistenza rovinati da inutili discussioni o da ancor più inutili arrabbiature) ma troppo ghiotta è stata l'occasione catalizzata da un articolo su Repubblica di oggi in merito alla prossima uscita, ovviamente oltre oceano sembra siano avanti anniluce, de Il Metodo Antistronzi.
Di nascosto, verso la fine di pausa pranzo, mi sono messa in un angolino riparato del mio ufficio, per leggere l'articolo; già pregustando, le mie nuove tecniche comportamentali per affrontare, senza essere travolta da un treno, gli stronzi; conscia di portarmi avanti con il lavoro, perchè gli stronzi sono ancora in vacanza.
Comunque avida di sapere ho iniziato la lettura; amaramente però ho constatato che già il titolo è forviante, o quanto meno, insuffla nelle povere vittime la falsa speranza che dagli stronzi nell'ambiente di lavoro sia possibile salvarsi.
La rivelazione è stata la lettura della summa del libro, riassunta in un decalago da tasca, dove ho scoperto che l'uomo medio puo' difendersi dagli stronzi ... (e qui sta il vero colpo di genio dell'autore, perchè nessuno al mondo avrebbe potuto arrivare a tanto) nientemeno che EVITANDOLI.
Non sto scherzando; il terzo punto del decalogo recita: Liberatevi dagli stronzi appena potete. Scorrendo oltre il decalogo pochi comandamenti sotto, se non ricordo male il numero 8, insegna di: mettere in pratica e insegnare il confronto costruttivo.
E se tutto ciò sembra poco, il pregevole manuale, a detta della giornalista, viene già adottato come libro di testo nelle scuole di alta formazione americana.

Non posso crederci, è cose se arrivasse il genio della lampada e andasse in giro per il mondo a fare la rivelazione che: per non bagnarsi quando piove o si usa l'ombrello o si rimane a casa al coperto.
E' ovvio che qualsiasi persona, dotata di un minimo corredo cerebrale, faccia di tutto per evitare gli stronzi; e nessun essere umano, con un po' di amor proprio, ha come scopo nella propria esistenza di andare a cercare stronzi.
Ma gli stronzi capitano!
Come i cani sentono la paura, così gli stronzi fiutano nell'aria i loro agnelli sacrificali, i loro capri espiatori.
Ed è un inferno. Perchè i veri stronzi sono refrattari a qualsiasi tecnica diversiva delle loro vittime, precedono le loro mosse, insomma sanno sempre come rovinarti la giornata.
E mi lascia stupita che qualcuno ancora usi l'aggettivo parole costruttivo. Costruttivo è un concetto tanto astratto e tanto aleatorio quanto l'esistenza del buon senso. E' più probabile che con questi sconvolgimenti climatici, come dicevano gli antichi, nevichi ad agosto.

Il manuale salvavita dovrebbe uscire a fine mese; credo che per quella data andrò in qualche libreria dotata di comode polroncine di lettura, per cosi' dire, a consultarlo.
Ma come dicevo all'inizio, troppi sono i momenti della mia esistenza rovinati da inutili discussioni sull'argomento, e troppo vivi sono i ricordi degli stronzi che hanno perseguitato la mia infanzia facendo soffrire: Remi, l'Ape Magà, e Candy Candy.