lunedì 24 dicembre 2007

Mali estremi, estremi rimedi

In questi giorni di freddo inconsueto, ho fatto come i salmoni, almeno credo siano i salmoni, che risalgono le correnti per arrivare dove sono nati, dal centro mi sono spostata al nord. Va da se, che al nord faccia più freddo (almeno in linea di massima, senza prendere in considerazione le tempeste ormonali del clima impazzito), si aggiunga poi una lunga permanenza in zone climaticamente più miti, e una crescente intolleranza al freddo, in questi giorni non so proprio come potermi scaldare. Ho provato con doppio calzino di lana, e più starti di maglioni, che rendono i miei movimenti più goffi e ridicoli del solito, ma niente!, c’è qualche parte del mio corpo, ginocchia, naso, schiena, che sente i brividi, ha bisogno di più caldo. Eppure quando ero bimba sono cresciuta qui, la casa forse all’epoca era anche meno riscaldata; ricordo di essermi lavata la mattina presto prima di andare a scuola con l’acqua che usciva a cubetti dal rubinetto, e sono sopravissuta a inverni ben peggiori.
Così mentre sfornavo i miei ricordi con la stessa abbondanza, di come in questi giorni si sfornano biscotti e dolci natalizi, ho avuto un’illuminazione, ripristinare un'abitudine della nonna: la borsa d'acqua calda. Che secondo me, è una della invenzioni più utili per combattere il freddo.
La consuetudine era di mettere a bollire l'acqua per preparare la borsa mentre mia mamma lavava i piatti, dopo di che veniva messa sotto le coperte per scaldare il letto prima di andarci a dormire. Oltre a questa funzione primaria, era considerata anche una panacea per qualsiasi accenno di malattia, dal mal di pancia al mal di testa: borsa e camomilla o te.
Frugando nei mobili di casa non ho trovato nessun reperto; che poi la borsa d’acqua calda dentro a un mobile chiuso anche se non si vede, si intuisce della sua presenza per la puzza di gomma che emana. Mi sono decisa così a uscire pensando che avrei trovato nel primo supermercato quello che avrebbe fatto al caso mio, una nuova borsa di gomma puzzolente color rosso vulcanizzato, ma né nel primo supermercato, né nel secondo, né In tutto a un euro ho trovato alcunché. Come è possibile? Non capisco? Sono diventati tutti calorosi? Hanno scoperto che il materiale è tossico se non addirtura mortale?

Poi come sempre la rivelazione è venuta da un ritaglio di giornale che avevo usato per proteggere delle fotografie. Sembra che un pezzo grosso, un ex primo ministro, qualche sera fa, dopo una abbuffata oltremisura sia tornato a casa, con lo stomaco imbarazzato, e ha chiesto alla moglie di mettergli su una borsa d’acqua calda. Ma vuoi, un po’ la fretta, vuoi, un po’ la guarnizione che non era più nuova, mentre si stava coricando, dalla borsa è uscita dell’acqua bollente sul malato. E così il giorno, dopo con un decreto interministeriale, si è fatto divieto a tutti i rivenditori di eliminare dai loro magazzini questi oggetti di estrema pericolosità.
Non so, quale sia la verità, non so se sia per la solita legge causa – effetto, però mi è sembrato molto “italietta”che sui giornali fosse riportata questa notizia con tanta enfasi, e altrettanto inspiegabile mi è sembrata la scomparsa in toto della borsa d’acqua calda.

1 commento:

Unknown ha detto...

Ciao Sono un semplice uomo volevo farti gli auguri e nello stesso tempo invitarti a visitare il mio nuovo blog :)

Grazie e auguri ancora

http://sempliceuomo.blogspot.com/