venerdì 21 marzo 2008

Vigilia di pasqua




D’accordo non è esattamente la vigilia, ma è un po’ come lo fosse…
Tutti, inspiegabilmente, si sentono più disponibili, sorridenti, e userei anche l’aggettivo: buoni.
La pausa pranzo è stato addiritura un conviviale momento di condivisione, di spezzare pizza e colombe in sala mensa. E mi è venuto da pensare, non è che siamo all’ultimo pranzo, e tra queste visi si nasconde quello di giuda?
Poi c’è stato un piccolo incidente diplomatico, un momento di imbarazzo, perché la direzione, sempre così affaccendata e impegnata, si è dimenticata di acquistare "la colomba del dipendente". Fortunatamente.
L’anno scorso, dopo il cadeaux natalizio ci toccò ringraziare anche per quello pasquale: una colomba. Morta.
Qualcuna con le ali spezzate, altre decapitate, altre ancora ferite nel petto.
Pazienza. Sarà per il prossimo anno.
E ora, chiusi tutti i cassetti, archiviati tutti i giornali, messe in ordine tutte le penne nel portapenne, sistemata la scrivania, si aspetta che suoni la campanella di uscita.

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