lunedì 30 marzo 2009

si dice il peccato ma non il peccatore

Sono passati diversi giorni da quando mi è stata raccontata una divertente storiellina; come il vino l’ho lasciata decantare per fargli prendere aria, per smorzare i toni, per evitare che l’informatore – non si sa come, non si sa perché – ne venga a conoscenza, e un po’ perché non ho avuto tempo di scriverla. (Un breve inciso sugli informatori: raccontano sempre gustosi retroscena con la raccomandazione di non farne parola, in cuor loro, però, non vedono l’ora che qualcuno ne parli). Insomma, il capo segreteria di un ministro, chiama il Coni per avere i biglietti gratis per una partita di campionato allo stadio olimpico. Dal Coni rispondono che il ministro già da diverso tempo gode del privilegio di ricevere gratuitamente 2 biglietti a settimana, per assistere alle partite. Il capo segreteria risponde che è impossibile perché lui, e tantomeno altri, hanno firmato la richiesta, chiede quindi che gli venga girato il documento con il quale si è dato atto alla richiesta. Non conosco i tempi e le modalità, comunque il Coni fa avere al capo segreteria la lettera, e scopre che la carta intestata è proprio la sua, il timbro, anche se sembra copiato e incollato è il suo, la firma però no. La firma non corrisponde. È di un altro, anzi di un’ altra. I potenti mezzi investigativi messi a disposizione dei nostri ministri, e l’incapacità del falsificatore, nel giro di poche ore rivelano chi sia il ministro che, con una truffa, da inizio campionato porta amici, parenti e vicini di casa allo stadio in tribuna.

Il ministro, quello che aveva fatto richiesta di potersene andare a guardare roma-juventus con un amico, viene informato di tutta la vicenda, e sua sponte decide di alzare il telefono per fare una chiacchierata con il collega (anche se di correnti diverse, giusto ieri, sono diventati tutti compagni d’avventura nel partitone delle libertà). Questa più o meno la telefonata:
Ciao caro, come stai?
Bene e tu?
Io bene, ma non posso andare allo stadio
Cosa è successo?
Come cosa è successo? Qualche stronzo ha preso i “miei biglietti”
No, non mi dire …
pausa
… Ah, sì è vero, mi sono dimenticato di dirtelo, … è che gli amici dei miei figli … sono ragazzi, tra l’altro sapevo che tu non sei un tifoso …
Va be’, lasciamo stare, dopo ti mando una persona e gli dai i miei due biglietti per la partita
Sì, sì, non ti preoccupare, quando vuoi, io intanto ne ho 8
Ciao
Ciao

La cosa potrebbe sembrare di per sé irrilevante, infondo chissenefrega, è una partita di calcio, è un diritto dei ministri avere due biglietti gratis per lo stadio – certo questo è riuscito a prendersene otto. Mi sono chiesta però se i nostri ministri si comportano in questo modo per delle cose, se vogliamo anche marginali, poco importanti, come si comporteranno in altre situazioni?

Nessun commento: