martedì 28 luglio 2009

Dire o non dire?


Un dubbio mi sta arrovellando da più giorni: dire o non dire? Lasciare passare un’informazione molto delicata di cui sono venuta a conoscenza, o gettare il sasso? Se dovessi pubblicarla su un giornale dovrei poter dimostrare la fondatezza, darne prova. Non ho però prove, se non una conversazione avvenuta tra me e la persona informata del fatto, che sicuramente non si prenderebbe la responsabilità di confermare o avvallare la notizia. In realtà, dopo tutto quello che è accaduto negli ultimi periodi, scandali sessuali inclusi, per una notizia del genere non si innalzerebbero barricate (cioè repubblica non pubblicherebbe liste di domande, e l’espresso non ne farebbe un titolo da copertina). Probabilmente non stupirebbe alcuno, al limite potrebbe essere solo una conferma del italico costume (malcostume) forse da commentare distrattamente sotto l’ombrellone. Che fare? Dire e non dire nello stesso tempo, minimizzando i toni.

Sembra che per ricevere attenzione, cioè stringere rapporti commerciali, con una determinata carica istituzionale, sia necessario stringere rapporti con un membro particolare del suo staff. Che non è proprio un membro del suo staff, ma una persona eletta in una delle due camere del parlamento che lo segue come un ombra, almeno fino a quando la moglie non è presente. Nel caso specifico i due avrebbero fatto un vero e proprio compromesso storico, in questo caso tra nord e sud.

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